“Le Fountaine”

Spazi e vegetazione acustica. 

Il luogo

Per questo primo esperimento ho scelto la Fontana Medievale di Laterza – Taranto – Italia. Per la grande presenza di acqua o onde, marmo o riflessioni ed insetti o timbri. 

Si trova ai margini del centro storico, a ridosso della gravina, ha svolto per secoli il ruolo di approvvigionamento idrico.Benché la struttura, sia di impianto medievale/rinascimentale, il sito era sfruttato fin dall’epoca romana. Si conservano ancora i resti dei piccoli archi di un antico acquedotto a cielo aperto che convogliava le acque sorgive verso la vasca.

Si deve in gran parte al restauro e all’ampliamento nel 1544 del marchese Pietro Antonio D’Azzia. 

Sulla struttura è infatti visibile lo stemma nobiliare che unisce le armi dei D’Azzia e dei Brancaccio insieme alla datazione dell’intervento.

La fontana è alimentata da una fonte sorgiva naturale, legata a una falda idrica sotterranea che proviene dall’area del vicino Santuario di Santa Maria Mater Domini, presenta undici mascheroni dalle sembianze umane e grottesche cui bocche sgorgano le cannelle d’acqua. Le espressioni severe e intimidenti dei mascheroni, avevano una valenza simbolica, di protezione: dovevano spaventare gli spiriti maligni per preservare la purezza dell’acqua. L’acqua versata dalle cannelle si raccoglie in un’ampia vasca/abbeveratoio longitudinale in pietra, storicamente utilizzata per l’abbeveraggio del bestiame e per il lavaggio dei panni.

Alcuni del luogo parlano di un uomo lupo il cui nome abbreviato in: “il lupo mannaro!!” che durante la luna emergeva dal tunnel per bere. 

Alcune alluvioni hanno creato incidenti,  trascinando automobili animali e persone nella Gravina di Laterza. 

L’installazione 

Il suono fluisce dalle casse nello spazio, come un’onda in continua trasformazione. Sovrapponendosi a se stesso, crea strati di materia acustica che si spazializzano nello spazio, simili a particelle quantistiche. 

È un processo generativo che trasforma il suono ambientale in un organismo sonoro.

Le riflessioni generano fenomeni di colorazione: l’energia sonora si accumula e si propaga nell’ambiente trasformandolo in un ecosistema. 

Attraverso automatismi e ramificazioni analoghe a quelle naturali, la risposta dell’ambiente si comporta come un sistema adattivo ed emergente. 

In questo contesto, campionatori e buffer diventano uno strumento importante: i suoni catturati germogliano ed evolvono come una vera e propria “vegetazione acustica”.

Le interazioni sonore seguono dinamiche naturali spesso additive, spesso sottrattive.

Gli spazi quindi, agiscono come timbro iniziale e corpo risonante creato da filtri dimensionali: la riflessione del suono ne altera le frequenze, rivelando nuove identità acustiche. 

La composizione elettroacustica in questo contesto, diventa un ponte per indagare processi autonomi amplificando suoni non udibili e unendo arte ad indagini scientifiche e promozionali per la prevenzione e diffusione del territorio.